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A distanza di poco più di due settimane assistiamo all’ennesimo tentativo di forzatura nella vicenda Rebeldia. Oggi (6 ottobre) alle 10.30 i volontari di alcune associazioni entrando nel piazzale in uso al Progetto hanno trovato una sorpresa.

Una ruspa campeggiava all’interno dello spazio, 13 buchi di un metro di profondità e 40 cm di diametro disegnavano un perimetro a più di 4 mt di distanza dall’area di competenza della Sviluppo Pisa pronti ad essere cementati e a costituire i confini del cantiere di demolizione dell’area.

In poco tempo, nemmeno due ore, la città ha risposto all’appello del Progetto e circa 200 persone sono accorse a difendere lo spazio.

Più volte tramite incontri e lettere formali abbiamo ribadito alla Sviluppo Pisa la nostra indisponibilità a concederle un uso esclusivo del piazzale per l’avvio del cantiere; questo non per “bloccare” il cantiere stesso, ma per garantire il regolare svolgimento delle nostre attività e la sicurezza di chi frequenta ogni giorno Rebeldia: bambini che vanno ai corsi di arrampicata, migranti, famiglie, giovani e cittadini che apprezzano il nostro lavoro e ce lo dimostrano supportandoci nei momenti di crisi.

Crediamo che questo non sia il modo di procedere e ci stupiamo di come, puntualmente, vengano fatte queste azioni alla vigilia di momenti importanti: domani si eleggerà il nuovo rettore a cui il Progetto Rebeldia vuole rivolgersi per la concessione dell’ex Asnu.

Cosa si spera di ottenere?

Chi è il mandante e regista politico di questa “strategia della
tensione”?

Quello che si spera con queste provocazioni è che qualcuno possa perderela testa? Questo non succederà. Sono la Sviluppo Pisa e l’Amministrazione comunale, ormai, ad aver perso la testa. Il comandantedei vigili Urbani che accompagna, ogni volta, i dirigenti della Sviluppo Pisa si trova sempre davanti volontari di associazioni che lavorano, come tante altre in questa città, per dare servizi e per migliorare l’ambiente cittadino, che alla luce del sole mettono sempre la loro faccia ed il loro tempo per un’idea che è quella di costruire assieme una Pisa migliore!

Oggi invece di dedicarci alle nostre utili attività siamo stati costretti ancora una volta a perdere tempo e a ricacciare per la secondavolta la ruspa, e a farci ritappare i buchi!

Da sempre sosteniamo che l’avvio del cantiere avrebbe provocato danni alle nostre attività, ed oggi la dimostrazione: gli operai hanno bucato una tubatura ed ora Rebeldia è senz’acqua, e sono senz’acqua le decine di persone che lì lavorano e circolano ogni giorno, la ditta incaricata si è assunta l’onere di riparare il danno prodotto.

Comunque il cantiere verrà nuovamente sospeso (del resto non poteva nemmeno essere aperto) e ancora una volta Sviluppo Pisa ha fatto un buco  nell’acqua…
…i maligni diranno che la cosa è voluta per fare pendant con i lavori di piazza Vittorio Emanuele.

Questo modo di agire è irresponsabile!

Chi sta ostacolando il Progetto VI Porta non è certo il Progetto Rebeldia, che sta lavorando da mesi su una soluzione valida, praticabilee credibile che possa soddisfare tutte le parti.
Chi sta ostacolando il Progetto VI Porta è il mandate politico dell’azione messa in campo oggi, che espone quel progetto a ulteriori ritardi dovuti all’irregolarità del loro svolgimento e allo spreco di denaro: anche oggi alcuni operai sono stati pagati per aprire dei buchi eritapparli poche ore dopo, subito dopo aver riparato il danno che è stato prodotto, lo diceva anche il grande economista Keynes: in periodo di crisi meglio mettere degli operai a scavare delle inutili buche e ritapparle subito dopo…
…i non maligni diranno che in realtà è questo il motivo.

Prendendo spunto dallo slogan dei movimenti per l’acqua Pubblica “si scrive acqua si legge democrazia” e con lo spreco enorme di metri cubi di acqua che oggi c’è stato a Rebeldia possiamo dire che la democrazia ela voglia di dialogo hanno subito un altro duro colpo in città!

Progetto Rebeldia

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