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L’UNIVERSITÀ SI STRINGE ATTORNO A REBELDÍA

CRESCE IL SOSTEGNO ALLA PROPOSTA DELL’EX ASNU

È un abbraccio senza precedenti quello che il mondo universitario sta riservando in queste ore al Progetto Rebeldía.
Sono ormai più di 100 i professori dell’Università di Pisa, della Scuola Normale e del Sant’Anna che hanno preso posizione a favore del «raggiungimento di un accordo intorno alla concessione dell’ex ASNU». Così recita l’appello in favore di Rebeldía che sta circolando in questi giorni negli ambienti accademici e che sta registrando le adesioni dei più noti e celebrati docenti dell’ateneo pisano. L’elenco di firme raccoglie nomi di assoluta importanza, da Guido Tonelli, fisico candidato al premio Nobel, al quale il prossimo 16 giugno sarà consegnato il premio “Pisani si nasce, pisani si diventa”, all’ex sindaco di Pisa e professore di Lettere, Piero Floriani.
Accanto a loro, due storici di fama mondiale, come Carlo Ginzburg e Adriano Prosperi, della Scuola Normale, il filosofo Gian Mario Cazzaniga, Anna Maria Nobili (Matematica, Universita’ di Pisa), l’egittologa Marilina Betrò, curatrice della mostra “Lungo il Nilo”, attualmente in esposizione a Palazzo Blu, Giorgio Gallo e Marco Della Pina, del corso di Scienze per la Pace. E insieme ai tanti docenti e ricercatori che ogni giorno mantengono viva la fama dell’Università di Pisa, non mancano professori con ruoli di dirigenza, da Alfonso Maurizio Iacono, preside della Facoltà di Lettere e Filosofia e membro del Senato Accademico, a Riccardo Barbieri, preside della Classe di Scienze della Scuola Normale, o che hanno ricoperto in passato incarichi di governo come Aldo Frediani, docente a Ingegneria, ex prorettore all’edilizia, o Paolo Pezzino, storico e ed ex prorettore al territorio. Le oltre 100 adesioni si aggiungono alle tante voci che si sono levate in questi giorni a sostegno della proposta di assegnare al Progetto Rebeldía l’area dell’ex ASNU, a partire da quella della principale lista studentesca, Sinistra per… Si tratta di uno straordinario riconoscimento del lavoro svolto giorno per giorno da Rebeldía, nella promozione di una cultura di qualità accessibile a tutti, nella difesa dei diritti e nell’integrazione sociale. Un appello che non potrà certo essere ignorato dall’amministrazione comunale impegnata in questi giorni nella ricerca di una soluzione per Rebeldía. È l’Università viva, infatti, quella dei docenti e degli studenti che invia un messaggio forte e chiaro: Rebeldía deve continuare ad esistere e perché ciò avvenga nessuna soluzione è migliore dell’ex ASNU. È questa la migliore risposta all’incomprensibile rigidità con cui le autorità accademiche pisane si stanno muovendo, tanto che viene da chiedersi chi conosca davvero lo stato in cui versa l’ex ASNU, se il rettore e i suoi collaboratori, chiusi nel perenne isolamento di Palazzo “Alla Giornata”, o i professori e i loro allievi che all’ex ASNU ci vanno a lezione e ne testimoniano con la loro presa di posizione pubblica le condizioni di sottoutilizzo e semi-abbandono. Rebeldía ribadisce che si tratta di una proposta praticabile, quasi a costo zero e con il notevole vantaggio di sottrarre l’area all’attuale degrado, documentato dalle immagini fotografiche presentate venerdì scorso in conferenza stampa e ieri, lunedì 7 giugno, in sede di Conferenza dei Servizi, a cui il delegato di Rebeldía ha preso parte assistito dall’avvocato Ezio Menzione e dall’architetto Alessandro Baldassari. Intorno all’ex ASNU si va raccogliendo una proposta che trova largo consenso in città tra i suoi tanti abitanti democratici, consapevoli della vera natura delle attività che si svolgono a Rebeldía, e capaci di aprire uno squarcio nel clima plumbeo che si respira in questi giorni in una città militarizzata come non mai per volontà dell’amministrazione comunale, in cui non sono mancati i tentativi strumentali di suggerire una rappresentazione falsata e negativa delle 30 associazioni che compongono il nostro Progetto. Oggi, Rebeldía stringe un patto con il mondo vivo dell’Università e rende noto di avere invitato, con una lettera aperta, gli oltre cento firmatari dell’appello per l’ex ASNU a essere «testimoni vigili e sensibili delle scelte delle autorità accademiche e dell’amministrazione cittadina». In tal senso, ricordiamo che gli attuali spazi di Rebeldía non sono affatto in stato di occupazione, e che al momento esiste un contenzioso legale tra il Progetto e la CPT (precedente proprietaria dell’area), a seguito del mancato rinnovo del contratto di locazione, in palese deroga agli accordi stipulati nel 2006 sotto gli auspici dell’allora sindaco Paolo Fontanelli. Dopo che Rebeldía ha presentato ben 12 proposte al tavolo tecnico per la trattativa, la buona volontà e l’impegno costruttivo e aperto al dialogo per la ricerca di una soluzione condivisa, che consenta di avviare i lavori per la realizzazione della “Sesta Porta”, passa oggi per una valutazione oggettiva e pacata dei vantaggi sul piano tecnico ed economico offerti dall’ex ASNU rispetto all’ipotesi di via Saragat, tenacemente sostenuta dall’amministrazione comunale nonostante i rischi per la sicurezza rappresentati dalla sua collocazione accanto ai binari delle ferrovie (un aspetto che non può essere più trascurato, dopo la recente tragedia di Viareggio) e il notevole danno all’erario pubblico, dato che nei prossimi 10 anni passerebbe dalle casse dello Stato a quelle di un privato (RFI) quasi un milione di euro.
L’appello degli oltre 100 professori invita tutte le autorità locali pisane, dall’Università al Comune, a seguire un percorso condiviso e razionale nell’interesse di tutta la comunità cittadina e nella tutela di un bene prezioso e inestimabile per Pisa come il Progetto Rebeldía.

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