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Articolo Nazione Ciccone sulle provocazioni di Rebeldia

Di seguito la risposta dell’assessore Ciccone alle dichiarazioni di Rebeldia sulla proposta congiunta per via Saragat:

4 comments to Articolo Nazione Ciccone sulle provocazioni di Rebeldia

  • rph

    Scrivo come istruttore di arrampicata sportiva UISP della palestra Equilibri Precari in seno al Progetto Rebeldia. Scrivo per esprimere il mio personale sconcerto sulle dichiarazioni dell’assessore Ciccone secondo le quali alcuni individui, per ragioni non trasparenti, tentino il sabotaggio del percorso legale costruito dal Comune, forse per auspicare ad una nuova occupazione abusiva di un qualche fabbricato.
    Ritengo queste affermazioni estremamente offensive nei confronti di tutte le persone coinvolte nelle attività di Rebeldia, le quali armate di sola passione hanno spesso tradotto con successo in fatti concreti i dettami di socialità, integrazione, partecipazione e coinvolgimento sbandierate in tutte le direttive europee che trattano l’argomento delle politiche sociali. I riconoscimenti ottenuti dalle istituzioni sono stati molteplici e per Equilibri Precari, il Comitato Provinciale UISP di Pisa, si è già espresso manifestando solidarietà ed auspicando una soluzione definitiva per la difficile trattativa in corso. Una soluzione che permetta alle associazioni coinvolte di uscire dall’incertezza sulla propria sorte che li confina inevitabilmente nell’impossibilità di investire in misure che provvedano a sanare le attuali condizioni precarie: l’assessore Ciccone definisce come ‘inagibili’ alcune strutture, ma dovrebbe ricordarsi che è il Comune ad avercele assegnate e che siamo i primi a volere sanare la situazione: dall’insonorizzazione alla prevenzione incendi, alla messa a norma dei locali secondo le loro destinazioni d’uso, tutte misure che richiedono un’orizzonte temporale minimamente definito.
    Riconosco infine senza dubbio l’impegno che l’assessore Ciccone ed i suoi collaboratori hanno messo nel cercare di proporre una soluzione individuando gli spazi sfitti di via Saragat di proprietà di RFI. Purtroppo, a seguito di attente valutazioni assembleari, Equilibri Precari si è unita in coro al resto delle associazioni del Progetto, criticando tale proposta che risulta a conti fatti un’imposizione – nel caso di EP assolutamente inadeguata alle esigenze -, sottolineando e ribadendo che tale soluzione non è l’unico percorso legale possibile, come lo hanno ben dimostrato accadimenti precedenti nella storia dell’associazionismo in città. Infine, la manovra finanziaria ipotizzata alla sua realizzazione non va a mio parere incontro all’esigenza per la quale i soldi pubblici destinati alle opere ed ai servizi sociali dovrebbero nei limiti del possibile essere investiti in beni che rimangano in possesso alle amministrazioni di una città composta in parte da giovani che li reclamano a pieni polmoni.

  • Francesco Tamberi

    è veramente una vergogna….
    non ci sono parole per descrivere questo articolo!!!

  • admin

    Comunicato di Rifondazione Comunista: “L’assessore Ciccone sull’orlo di una crisi di nervi. Un corso sulla partecipazione le gioverebbe”.

    L’assessore Maria Paola Ciccone sembra, ogni giorno di più, sull’orlo di una crisi di nervi. Siamo allibiti delle modalità scomposte con cui un membro della giunta comunale attacca le associazioni del progetto Rebeldìa, con cui invece è chiamata a confrontarsi e a collaborare civilmente, come con tutte le realtà associative della città.
    Il comunicato diffuso ieri dall’assessore è un pezzo di alta comunicazione politica, quasi alla stessa altezza di quella che il ministro Brunetta usa regolarmente contro chi lo contesta. Si fanno affermazioni gravi secondo cui per il “Rebeldìa-pensiero la legalità è
    solo per gli imbecilli”. Si avanzano allusioni al limite della calunnia contro i portavoce del progetto, accusati di essere mossi – loro! – da “ragioni poco trasparenti” quando contestano la scelta della giunta comunale di affittare dalle Ferrovie dello Stato un’area di magazzini in via Saragat da destinare alle associazioni giovanili pisane, previa modifica della destinazione d’uso e bonifica della zona a spese (anche) delle stesse associazioni.
    I toni usati sono sarcastici, al limite del disprezzo, verso i “geni contabili di Rebeldìa” che non comprendono le finezze politico-finanziarie dell’assessorato e che dunque, in conclusione, vanno maternamente compatiti come “interessanti energie intellettuali sprecate”.
    Evidentemente all’assessore le critiche non piacciono, specialmente se sono fondate, se denunciano all’opinione pubblica il “pasticciaccio” di via Saragat e se pongono ulteriori ritardi al progetto della famosa Sesta Porta, cui Rebeldìa e pezzi importanti della città si oppongono. Evidentemente non le era mai capitato di avere a che fare con persone che non si prestano a sotterfugi e non si piegano a ricatti di bassa lega, ma pretendono confronti seri e alla luce del sole, e per questo chiedono da mesi la riconvocazione di un tavolo tecnico. Questa vicenda rivela come la retorica della partecipazione, cui la giunta e il sindaco ricorrono molto volentieri, sia appunto solo retorica. Speriamo che nel progetto comunale “Pisa partecipa”, recentemente finanziato dalla Regione Toscana nell’ambito della legge sulla partecipazione, siano previsti anche corsi per gli assessori su cosa significa fare politiche partecipate e trasparenti: Maria Paola Ciccone potrebbe certamente giovarsene.

  • EP

    Comunicato dell’associazione Scacchi Insergenti

    Carissima Assessore Ciccone,

    siamo una piccola associazione di scacchisti alienati che si ritrova ogni mercoledì per passare qualche ora in allegria davanti a 4 scacchiere.

    Abbiamo letto con attenzione le sue recenti dichiarazioni a mezzo stampa nelle quali accusa noi, con le altre associazioni del Progetto Rebeldia, di voler svolgere le nostre attività al di fuori di ogni legge e regola.

    Siccome non reggiamo manco il semolino confessiamo subito: è tutto vero!!!!

    Siamo costretti ad ammettere che ci ha colto in flagrante, infatti, anche se tutti pensano che noi il mercoledì si gioca a scacchi, la verità è un’altra: noi il mercoledì si gioca a bughouse (in italiano quadriglia).

    Ci dirà: che roba è???

    Trattasi di volgare variante eterodossa degli scacchi molto giocata nei peggiori bar di Caracas che, in barba al regolamento FIDE (Fédération Internationale des Échecs) e a quello FSI (Federazione Scacchistica Italiana), consiste nel giocare due contro due su due scacchiere a colori alterni, nel passare al proprio compagno di gioco il pezzo catturato all’avversario per poi ricollocarlo a sorpresa sulla scacchiera al posto di una normale mossa di scacchi.

    Tutto questo è assolutamente proibito dal regolamento delle suddette nobili federazioni!

    Dunque è vero: noi violiamo le regole!!!

    Vabbè non sarà come fare un illecito amministrativo, prendere una tangente, truccare un bando pubblico e altre cose di craxiana memoria……insomma non è un reato penale, ma pur sempre di violazioni di regole si tratta!!!

    A parte questo, su cui abbiamo già ammesso di essere stati colti in fallo, vorremo però porgerLe anche un educatissimo rimprovero, il fatto è che ci sentiamo offesi!

    Ma come?!?! A Emergency, al Comedor, ad Africa Insieme e ad altri Lei fa proposte separate per convincerle ad abbandonare il cartello associativo rebelde e a noi invece niente?!?!?

    Eppure rispetto alle suddette associazioni a noi serve davvero poco: una stanzina con due tavoli, qualche sedia e un armadietto dove tenere scacchiere e orologi, ma nonostante questo, Lei a noi non ha proposto nessuna soluzione per convincerci ad allontanarci dal Progetto Rebeldía.

    Non che le avremmo accettate intendiamoci, come detto noi violiamo le regole, quindi con questa banda di tagliagole meglio nota in città come Progetto Rebeldía ci troviamo dimorto bene, siamo nel nostro, ci sguazziamo come un’anatra nello stagno, insomma siamo nel nostro amato mondo del malaffare e della violazione spudorata di ogni norma di convinvenza civile,
    come quella che vieta di giocare a scacchi con 4 alfieri dello stesso colore!!!!

    Ma, anche se l’avremmo rifiutata ci riteniamo offesi di non averla manco ricevuta!!!!
    Il che peraltro c’ha pure impedito di rifiutarla, impedendoci così di affermare la nostra identità malavitosa.

    Dunque, offesi, le dichiariamo scacco! E si ricordi che il regolamento scacchistico vieta esplicitamente l’arrocco in questa circostanza dunque Lei, che rispetta la legge e le regole, non può più arrocarsi sulle sue posizioni.

    Via, s’è sproloquiato abbastanza, con questa chiudiamo e cogliamo l’occasione per porgerLe i nostri più cordiali saluti.

    Scacchi Insorgenti

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