DATA PROSSIMA ASSEMBLEA: GIOVEDì 19 NOVEMBRE. E’ INVITATO A
PARTECIPARE ALL’ASSEMBLEA IL PRESIDENTE DELLA UISP DI PISA BANI
(qualcuno lo avvertirà) PER DISCUTERE DELLE SUE INTENZIONI RIGUARDO ALLA TRATTATIVA REBELDIA-COMUNE.
1) TRATTATIVA
La posizione di Rebeldia è giunta a una svolta decisiva (e almeno per il momento decisamente non positiva) in seguito all’incontro di venerdì 16 ottobre in Comune.
Ciccio Auletta e Francesco Tognarini del gruppo trattativa sono venuti a spiegarci nei dettagli come si è evoluta la situazione. In quell’occasione Maria Paola Ciccone, assessore alle politiche sociali e sanitarie che si occupa tra le altre cose della questione Rebeldia, ha comunicato alla cittadinanza l’intenzione del Comune di pubblicare un bando per l’affitto di una palazzina in via Saragat, di proprietà delle Ferrovie dello Stato, ad associazioni che svolgano attività nel settore giovanile e/o sociale. L’affitto, che dovrebbe ammontare a 60.000 euro annui e durare 5+5 anni, verrebbe pagato in parti uguali da Comune, Provincia, DSU e Università, con denaro pubblico che per inciso verrebbe sottratto a capitoli di spesa come i fondi di finanziamento per le attività studentesche, le borse di studio ecc.
È chiaro che, pur senza dirlo apertamente e adottando il tortuoso (ed eticamente dubbio) sistema di un bando pubblico in realtà pensato ad hoc per noi, l’assessora Ciccone ha in mente di risolvere con questo bando la questione della nuova sede da dare a Rebeldia. La palazzina di via Saragat era già stata individuata mesi fa dal Comune come possibile futura destinazione del Progetto; Rebeldia, pur non avendola mai rifiutata, aveva ed ha seri dubbi sulla possibilità di trasferire le sue attività, attualmente ospitate in uno spazio di circa 1500 m2 (di cui 400 soltanto per la palestra), in una palazzina di 500 m2 che, allo stato presente delle cose, potrebbe al massimo ospitare gli uffici delle associazioni, ma non certo la palestra, il cineforum, il teatro, i concerti…
Certo, intervenendo in maniera razionale sulla tettoia adiacente e/o costruendo nuove strutture nell’ampio cortile, si potrebbe forse rimediare all’attuale carenza di spazio per farci entrare tutte e 30 le associazioni; ma questi interventi dovrebbero essere discussi prima dell’assegnazione del bando e in sede di tavolo tecnico, il solo luogo dove sia possibile concludere accordi limpidi e vincolanti.
Di tavolo tecnico tuttavia il Comune non vuol sentir parlare (l’ultima riunione avvenne nell’ormai lontano dicembre 2008) e l’assessore Ciccone sembra determinata a procedere unilateralmente con il bando, senza riconoscere il sacrosanto diritto di Rebeldia a rivendicare una discussione seria e partecipata circa il proprio futuro.
A questo si aggiungono alcune perplessità circa il contenuto stesso del bando ideato dal Comune: intanto, perché un bando pubblico e non un’assegnazione diretta, che pure è un sistema tranquillamente adottato altrove in casi simili al nostro, e che permetterebbe di risolvere la nostra situazione in maniera più limpida? Perché buttar via 600.000 euro (60.000 euro annui, per un max di 10 anni) in un affitto esorbitante a beneficio di privati, invece di investire quei soldi in un mutuo, acquistando in modo definitivo uno stabile più confacente alle necessità di Rebeldia e sul quale possano essere compiuti interventi di muratura senza dover dipendere dal consenso di terzi – cosa che invece accadrebbe se affittassimo via Saragat dalle FS? Perché inserire nel bando l’assurda clausola dell’asta al rialzo, chiedendo alle associazioni di pagare una parte dell’affitto, quando è evidente che esse (almeno nel caso di Rebeldia) non avrebbero
sufficienti disponibilità economiche per farlo? D’altronde nel protocollo d’intesa tra Provincia, Comune, DSU e Università dal quale dovrà scaturire il bando c’è scritto chiaramente che nello spazio di via Saragat non sarebbe lecito organizzare concerti e altre attività pubbliche che oggi sono la principale fonte di introiti per Rebeldia, e senza le quali il Progetto è destinato a una sicura fine.
In conclusione, il Comune cerca di metterci fretta ponendoci di fronte a una soluzione da “prendere o lasciare”, sulla quale (in assenza di un tavolo tecnico) non è lecito discutere, e che dal punto di vista della Ciccone costituisce l’ultima “mano tesa” nei nostri confronti: stando al suo ultimo comunicato, infatti, se non parteciperemo al bando dovremo assumerci la responsabilità di esserci “autoesclusi” dalla vita legale della città e non potremo in seguito avanzare ulteriori rivendicazioni.
Rebeldia non è contraria al bando in sé e per sé, ma esige di poterne discutere preliminarmente i dettagli tecnici e ribadisce la richiesta di una soluzione concordata, che garantisca al Progetto UNITÀ (= niente “delocalizzazioni”, né stabili né occasionali, di determinate attività in sedi distaccate: l’ipotesi via Saragat + concessioni gratuite per serate al Palazzetto dello Sport, alla Leopolda ecc. è assolutamente inaccettabile), STABILITÀ (= basta con i traslochi: la prossima sede dev’essere definitiva – inutile dire che la soluzione di via Saragat non offre alcuna garanzia in questo senso) e CONTINUITÀ (= quando ce ne andiamo da via Battisti dobbiamo poter entrare nel minor tempo possibile in uno spazio già attrezzato per le nostre necessità, in modo da non imporre uno stop troppo lungo alle nostre iniziative; ora, alle FS è stata da poco rinnovata la concessione di via Saragat come deposito di cantiere per tutto il 2010, dopo
di che sarebbe necessario ancora un certo periodo di tempo per adattare lo spazio alle esigenze del Progetto – calcolate voi stessi per quanto tempo dovrebbe restare ferma Rebeldia!). La priorità al momento è dunque di lottare per far riaprire il tavolo tecnico e, al contempo, di avanzare proposte nostre – relative alla possibile risistemazione di via Saragat, oppure del tutto alternative (sette sono già nero su bianco e consultabili qui http://www.rebeldia.net/upload/dossier_trattativa.pdf). Occorre anche diffondere il più possibile la notizia delle attività svolte all’interno del Progetto, per esempio con comunicati periodici che attestino la vivacità delle nostre iniziative.
–> A EP, che è una delle realtà più grandi, visibili e importanti dell’intero Progetto, è chiesto di sostenere la linea di Rebeldia in modo compatto e attivo, cercando in particolare di sfruttare il legame con la UISP. Da ciò nasce l’idea d’invitare il Bani, presidente della UISP Pisa, a partecipare alla prossima assemblea, e di esigere in quella sede chiarimenti definitivi da parte sua in merito alla posizione che la UISP intende tenere rispetto alla questione di Rebeldia, e anche in merito all’impegno economico che la UISP potrebbe garantire quando si tratterà di ricostruire altrove il muro.
2) CENA CHIODATURA E PROGETTO FALESIE ON LINE
Verrà fatta una cena per il finanziamento della chiodatura con una quota di 13-14 euro in modo che 10 vadano puliti per il fondo chiodatura. In questa occasione verranno presentati i progetti di
chiodatura, si cercherà di riunire più chiodatori possibili e di creare nella serata un momento di discussione, individuando 3-4 temi su cui dibattere (esempio rispetto delle falesie, itinerari, questione delle falesie nascoste, Falesie OnLine, ecc). La DATA non sarà più il 5 dicembre, ma probabilmente l’11 DICEMBRE (da verificare la disponibilità). Nella stessa serata sarà presentato il progetto di Falesie On Line (per ora c’è solo il forum) che sarà attivo dal giorno successivo. Si vuole creare una struttura con i mezzi per poter distribuire finanziamenti e materiale informativo per chiodare, e non solo. E’ stato detto che la posizione riguardo alla pubblicità sul sito è ben diversa rispetto al sito di EP perché è importante per avere finanziamenti, e si sta discutendo perchè il materiale pubblico messo sul sito possa essere riutilizzato anche da editori.
3) ASSICURAZIONE
Come associazione siamo coperti dalla assicurazione della UISP, che però non tiene conto delle strutture. Faremo l’assicurazione per la quota minima di 200 euro che copre muri e contenuto della palestra anche per il fuoco.
4) GRUPPO SU FACEBOOK
E’ stato approvato il gruppo su facebook con alcune riserve. Non deve essere un sostituto né della mailing list, né del sito. L’informazione ufficiale è quella del sito che, anzi, andrebbe aggiornato. Si è parlato della possibilità di mandare direttamente in automatico le news dal sito al gruppo e di aggiornare il sito anche con le news più importanti prese dalla mailing list.
5) RESPONSABILI SITO
Raphael Bartalesi, Simone Genovese, Luca Clemenzi, Sergio Costanzo (spero di non dimenticare qualcuno).
6) MAGLIE
Abbiamo trovato un marchio equo-solidale, Raggio Verde, che fa maglie a 3 euro (costo senza stampa). Chiediamo un preventivo per 200 maglie con logo davanti e scritta dietro “palestra popolare di arampicata”. Aspettiamo una risposta, più avanti decideremo taglie, colori ecc.
7) PULIZIE
GIORNO UFFICIALE DI PULIZIA DELLA PALESTRA: MERCOLEDì 28 DALLE 19 IN
POI. Si cercherà di mantenere un mercoledì ogni due settimane per le pulizie serie. Chi frequenta la palestra è invitato a partecipare a suddette pulizie e a mantenere pulito e in ordine. C’è un nuovo bidone aspiratutto che è pronto all’uso. Non allenarsi nella polvere è nell’interesse di tutti.
Per quanto riguarda le pulizie di Rebeldia sarebbe bene riuscire a ristabilire i turni: chi ne sa
qualcosa? Ci coordiniamo per farle ogni tanto?
